mercoledì 16 maggio 2012

lorenzo ragno celli: LORENZO RAGNO CELLI CONTRO LA CENSURA OMOFOBICA DE...

lorenzo ragno celli: LORENZO RAGNO CELLI CONTRO LA CENSURA OMOFOBICA DE...: QUESTO è IL MIO MANIFESTO CONTRO LA CENSURA OMOFOBICA DEL COMUNE DI BATTIPAGLIA (SA) , IL COMUNE DI BATTIPAGLIA, GUIDATO DAI PARTITI ...

mercoledì 9 maggio 2012

Spider-Man: il mito dell'Uomo Ragno- 1962-2012 mostra-evento in occasione dei 50 anni di Spider-Man


Riceviamo e volentieri inoltriamo!
La mostra celebra i 50 anni di Spider-Man esponendo per la prima volta in Italia le tavole originali dei più grandi disegnatori italiani e stranieri della serie, albi rari, gadget, merchan- dising, anteprime, il mitico n. 1 e tante altre sorprese! Max Pezzali ospite d’onore!
19 maggio – 29 luglio 2012
WOW SPAZIO FUMETTO – Museo del Fumetto di Milano, Viale Campania 12 – Milano
Info: 02 49524744 - www.museowow.it, Orari: martedì-venerdì 15.00-19.00 – Sabato e domenica: 15.00-20.00 - Lunedì chiuso, Ingresso: intero 7,00 euro, ridotto 4,00 euro
Il 2012 è l’anno di Spider-Man, l’Uomo Ragno! Esattamente 50 anni fa usciva la prima storia che lo vedeva protagonista: in occasione di questo storico anniversario Panini Comics e Marvel rilanciano l’edizione italiana delle sue avventure, esce nelle sale di tutto il mondo il nuovo attesissimo film The Amazing Spider-Man, a Broadway si allestisce il più costoso spettacolo della storia del musical e Disney XD manda in onda, a partire da giugno, i nuovissimi episodi della serie Ultimate Spider-Man. Come poteva WOW Spazio Fumetto-Museo del Fumetto di Milano rimanere indifferente a un evento di tale portata senza unirsi al coro delle celebrazioni? Ecco allora una mostra-evento che celebra proprio il mito di Spider-Man partendo dalle origini cartacee fino all’era digitale: un viaggio lungo 50 anni tra fumetto, cinema e animazione, che non mancherà di esaltare padri e figli riunendo i loro ricordi e le loro emozioni sotto il segno dell’Uomo Ragno. La mostra gode del patrocino del Consolato Generale degli Stati Uniti d’America, dell’Agenzia Consolare del Messico e del sostegno di UNIQA Assicurazioni, Lyra, Epson e Mivar. Tavole originali dei disegnatori più importanti delle edizioni americane e italiane, albi rari, gadget, manifesti cinematografici, videogames, giochi da tavolo, memorabilia, action figure, anteprime e incontri con autori e disegnatori ci racconteranno l’Uomo Ragno, i suoi amici e nemici, i suoi autori, le sue avventure e le sue tantissime apparizioni in un percorso che si snoda lungo i 50 anni più avventurosi della storia del fumetto: dal rarissimo albo americano con la prima apparizione del personaggio (il n. 15 della serie Amazing Fantasy del 1962), al primo numero italiano (edito da Corno nel 1970), fino a quelli che hanno fatto la storia della serie, compresi gli speciali dedicati alla tragedia dell’11 settembre o a quello più recente che vede comparire perfino il presidente Obama. Il cinema e l’animazione saranno protagonisti con rari manifesti cinematografici (collezione Atelier Gluck Arte) e contributi video tratti dalle serie televisive più o meno note. In esclusiva per la mostra, grazie alla collaborazione di Disney Italia, si potranno vedere alcune sequenze in anteprima della nuova serie animata Ultimate Spider-Man prossimamente in onda su Disney XD. Nel corso della manifestazione, inoltre, si terrà un incontro con lo staff di Panini Comics in cui l’editore presenterà le novità che attendono i lettori per i prossimi mesi. Alla presentazione parteciperanno alcune delle matite italiane che hanno disegnato Spider-Man per la Marvel. La prima parte della mostra sarà dedicata all’introduzione al personaggio e al suo mondo, aiutando ad orientarsi chi dell’Uomo Ragno non sa nulla e divertendo chi invece lo conosce alla perfezione con curiosità e aneddoti. Il racconto di una storia di cui gli stessi editori sembravano inizialmente essere non troppo convinti: protagonista della vicenda è Peter Parker, timido adolescente che, in seguito al morso di un ragno radioattivo, si ritrova dotato di incredibili poteri. La giovanissima età del protagonista fu infatti un elemento fortemente innovativo, dato che sino ad allora il teenager era relegato al ruolo di semplice spalla dell'eroe (si pensi, per esempio a Robin in Batman). Per di più, Peter non era certo lo stereotipo dell’eroe: magrolino, timido, ignorato dalle ragazze e bersaglio dei bulli della scuola, sempre in bolletta e con una zia anziana e malata a cui badare! Questa formula, che si può riassumere nello storico motto Supereroi con superproblemi è quella che ha proiettato Spider-Man e la sua casa editrice nell'Olimpo del fumetto, entusiasmando milioni di giovani Marvel-Fan. La seconda parte della mostra racconterà la carriera dell'Uomo Ragno nel fumetto come negli altri media. I nodi focali dell'esposizione saranno infatti le storie fondamentali del personaggio, come quelle in cui si svela l'identità del perfido Goblin, si racconta il matrimonio con Mary Jane Watson o la nascita di Venom. Ma anche le comparsate dell'Arrampicamuri al di fuori delle pagine a fumetti come protagonista di film, telefilm, serie animate, videogiochi e recentemente di un musical di Broadway musicato dagli U2. I fan potranno così godere di tesori misconosciuti come i videogiochi per pc e console dei primi anni Novanta o il telefilm giapponese in cui l'Uomo Ragno comanda un gigantesco robot. In parallelo si snoderà un’esposizione unica di tavole originali degli autori storici che hanno prestato il loro talento al mito del personaggio segnandone le epoche più significative, sia dal punto di vista narrativo che grafico: John Romita Sr., John Romita Jr., Larry Lieber, Ross Andru, Keith Giffen, Jae Lee, Erik Larsen, Rick Leonardi, Tim Sale, Todd McFarlane, Sal Buscema, Humberto Ramos, Esad Ribic e Alex Saviuk. All'interno della mostra trova posto anche una gustosa chicca ragnesca in anteprima che non mancherà di meravigliare appassionati e fans: l'originale della copertina firmata da Humberto Ramos per il numero 692 con cui la Marvel festeggia ufficialmente il 50° compleanno di Spider-Man (in uscita negli Stati Uniti nel mese di luglio). Steve Ditko, il disegnatore che con Stan Lee ha dato vita al personaggio di Spider-Man nel 1962, sarà omaggiato con l'esposizione delle riproduzioni delle tavole originali della primissima storia appositamente inviate dalla Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti che ne conserva gli originali: un'emozione unica poter vedere il tratto di un maestro che crea un mito! Uno spazio particolare sarà riservato al contributo di autori italiani che, soprattutto negli ultimi anni, hanno contribuito con il loro estro a raccontare le gesta dell'Arrampicamuri. Dal maestro Disney Giorgio Cavazzano, che con il suo inconfondibile stile ha dato vita alla storia “Il segreto del vetro” ambientata a Venezia, fino a Gabriele Dell’Otto, Giuseppe Camuncoli, Marco Checchetto, Gianluca Gugliotta, Marco Santucci e Giancarlo Olivares. Per tutta la durata della mostra saranno organizzati presso gli spazi del museo giornate a tema, feste, incontri con autori, laboratori di disegno e proiezioni. Venerdì 18 maggio 2012, ore 10.30-19.00
ANTEPRIMA STAMPA
Venerdì 18 maggio, dalle 10.30 alle 19.00, la mostra sarà visitabile in anteprima per la stampa. Saranno presenti: Luca Bertuzzi e Riccardo Mazzoni (curatori della mostra), Melina Gatto (rapporti internazionali), Luigi Bona (direttore di WOW Spazio Fumetto). Sabato 19 maggio 2012, ore 17.30
HANNO UCCISO L’UOMO RAGNO? Incontro inaugurale con Max Pezzali. Autore e interprete della canzone “Hanno ucciso l’Uomo Ragno”, Max Pezzali racconterà al pubblico i retroscena e gli aneddoti legato a quel favoloso tormentone del 1992. All’incontro sarà presente Tito Faraci (sceneggiatore), oltre ai curatori della mostra, esperti della materia e disegnatori. Ingresso libero. Molte immagini disponibili in alta risoluzione E’ possibile concordare interviste con editori coinvolti e disegnatori Ufficio Stampa WOW Spazio Fumetto Enrico Ercole Cell. 349/5422273 – enricoercole@libero.it

domenica 6 maggio 2012

Morto Adam Nathaniel Yauch, meglio conosciuto come MCA





Adam Nathaniel Yauch, meglio conosciuto con il nome d'arte di MCA (New York, 5 agosto 1964 – New York, 4 maggio 2012), è stato un rapper, regista e attivista statunitense, componente fisso del gruppo hip hop statunitense dei Beastie Boys, insieme a Michael Diamond (Mike D) ed Adam Horovitz (Adrock). Oltre a cantare, nelle esibizioni acustiche della band suonava il basso e contrabbasso. Con lo pseudonimo di "Nathaniel Hörnblowér" ha curato la regia di buona parte dei video musicale della band, creando un personaggio che si è pensato per molto tempo esistere veramente, fino a quando lo stesso Yauch rivelò una decina di anni fa la vera identità del fantomatico regista svizzero. I suoi sport preferiti erano il basketball, lo snowboarding e lo skateboarding.
Biografia : Adam Yauch, figlio unico di una coppia di origini ebraiche, nacque nel 1964 nel quartiere newyorchese di Brooklyn e da ragazzino imparò a suonare il basso, finché sostituì Jeremy Shatan e divenne nel 1981 il nuovo bassista dei Beastie Boys, neonata band hardcore punk della quale facevano parte anche Michael Diamond, Kate Schellenbach e John Berry. La sostituzione di questi ultimi due con il chitarrista Adam Horovitz, ex componente dei The Young and the Useless, portò alla nascita di un trio che sarebbe divenuto famoso per un altro genere musicale, l'hip hop, con il primo album Licensed to Ill. Tra il 1985 ed il 1987 Adam Yauch mostrò un carattere ribelle ed anticonformista, che lo indusse ad assumere birra a fiumi e droghe e ad abbandonarsi ad ogni tipo di eccesso. Durante la tournèe con Madonna mostrò i genitali in pubblico e dovette scusarsi personalmente con la cantante per poter continuare la preziosa esperienza, ma l'errore fu ripetuto più volte negli spettacoli successivi, quando Yauch mimò atti sessuali sul palco e si abbandonò a comportamenti che avrebbe definito in seguito umilianti per la sua immagine. Durante il tour in Inghilterra, prima dello show di Liverpool, scagliò un pugno in piena faccia al deejay dei Run DMC, Jam Master Jay, per avere un titolo di giornale tutto per sé. All'inizio degli anni novanta si avvicinò al buddismo e divenne un attivista politico, difendendo in particolare i diritti del popolo tibetano violati ripetutamente dal governo cinese. In particolare, l'elemento religioso iniziò a suscitare l'interesse di Yauch, che passò in un battibaleno da un estremo all'altro, divenendo all'improvviso un musicista colto, attento alle pratiche religiose e rispettato dalle autorità politiche. Uno stile che Yauch da allora ha sempre mantenuto, sapendo conservare grande serietà anche nei momenti in cui, sul palco, ogni rapper si scatena di solito con vocaboli duri e sopra le righe. Nel 1994 Adam Yauch fondò con Erin Potts la Milarepa Foundation, che si occupava di diffondere, tramite eventi musicali e spettacoli, un messaggio di pace ed insieme di denuncia per le azioni militari del Governo cinese verso le comunità, come quella tibetana, sottoposte forzatamente alla loro giurisdizione. La fondazione, della quale faceva parte anche la futura moglie di Yauch, Dechen Wangdu, impegnata anche lei nel sostenere la causa tibetana, organizzò poi una serie di concerti, i Tibetan Freedom Concerts, che si tennero tra il 1996 ed il 2001 e videro la partecipazione di tanti artisti impegnati nel sociale. Il più riuscito di questi spettacoli fu il primo, che attirò a San Francisco più di 100.000 persone, dando vita al più grande progetto musicale di beneficenza dopo il Live Aid del 1985. Il 31 maggio 1998 sposò la Wangdu, di origine tibetana e buddista praticante, dalla quale ha avuto una figlia. Nel 2006 ha fatto il suo esordio in qualità di regista cinematografico, girando il documentario musicale Awesome...I Fuckin' Shot That!, risultato della registrazione del concerto che la band interpretò al Madison Square Garden di New York il 9 ottobre di due anni prima. In quell'occasione, cinquanta fortunati spettatori che avevano inviato la loro disponibilità via e-mail, furono dotati di una telecamera a testa per riprendere lo spettacolo. Il resoconto della serata fu ottenuto da Yauch mescolando in un unico filmato le riprese degli spettatori, che avevano registrato lo show da tantissime angolature diverse. Il suo ultimo lavoro cinematografico è uscito nel 2008. Il titolo della pellicola è Gunnin' For That No. 1 Spot e racconta la storia di otto giovani stelle del basket universitario che affrontano i propri coetanei in un match che si tiene ogni 6 settembre in un basket court di Harlem, lo stesso campo dove negli anni passati si sono affrontate altre stelle della NBA. Nel 2009 gli fu diagnosticato un tumore alla parotide, che ne ha causato il decesso, avvenuto il 4 maggio 2012 a soli 47 anni nella sua città, New York.

lunedì 23 aprile 2012

IuTù : comunicato stampa



"Iutù non è una casa editrice;
Iutù non è un'associazione di fumettisti;
Iutù non è un circolo di artisti che sproloquiano di fumetto con termini altisonanti."
Queste parole introducono il blog del gruppo Iutù, una sorta di Manifesto, ma cosa è Iutù? E’ un termine, semplice, che spiega la semplicità con cui nacque questa iniziativa, tra una birra, un incontro tra amici e qualche risata. Con quello spirito che si è organizzato e portato avanti questo gruppo di più persone, unite dalla voglia di esprimere e di far emergere il proprio lavoro, in una vetrina di artisti e personalità molto diverse tra loro eppure accomunate dal fumetto, e dalla ferrea volontà di divertirsi. Con dodici persone c’è davvero da perdere la testa, una squadra di calcio intera, allenatore compreso, eppure siamo riusciti ad organizzarci e quel che mostreremo allo stand avrà dell’incredibile.
Ognuno di noi porterà i propri lavori, potrete acquistare i nostri fumetti, gli sketch, le illustrazioni, le stampe. Molti di noi presenteranno progetti esclusivi, per un evento del genere nessuno si vorrebbe risparmiare, ma c’è dell’altro. Abbiamo in serbo per voi una collezione di dodici tributi a celebri antagonisti dell'immaginario. Personaggi appartenenti al mondo dei fumetti, del cinema, dei cartoni, dei videogames. Dodici illustrazioni realizzate dai dodici autori diversi che rievocano personaggi che hanno lasciato il segno, che abbiamo odiato, che ci hanno inquietato, folli, brutti o avvenenti, personaggi che hanno teso le fila delle nostre storie preferite e che in alcuni casi abbiamo ammirato.
In ogni scatola Iutù’s Villains saranno presenti dodici carte illustrate più una Sketchcard, su cui il vostro autore preferito potrà realizzare uno sketch. Un'occasione unica e rara per il prossimo Comicon 2012 e, se tutto ciò non dovesse bastare, ci siamo noi tutti e la nostra compagnia, sempre pronti a far baldoria e divertirci, per quattro giorni in cui la sobrietà sarà bandita!
Gli artisti coinvolti in questa  “Operazione IuTù “al Napoli Comicon, stand nell ‘Area Editori ( E04), sono tutti campani.
C’è il gruppo salernitano composta da Lorenzo Ragno Celli, Giuseppe Di Pasca, Luca Maresca, Luca Marrandino, Maurizio Nardiello, Massimo Raimondo;
il gruppo napoletano verace composto da Ylenia Di Napoli, Andrea Errico, Pasquale Qualano, Andrea Scoppetta;
il gruppo avellinese composta da Salvo Muscarà, Tina Valentino.
Per seguire tutti gli eventi e le novità su IuTù basta collegarvi al blog ufficiale http://iutugroup.blogspot.it/
o alla pagina facebook
http://www.facebook.com/pages/IuT%C3%B9/421645867850202

venerdì 20 aprile 2012

Lo sfogo di Carmine Di Giancomenico


Da stamattina, sul social network Facebook, sta girando un link che richiama la pagina blog di Francesco Settembre ( link : http://prontiallerese.blogspot.it/2012/04/di-giandomenico-la-sufficienza-di.html?spref=fb ).
Questa link richiama l’attenzione su un argomento che ritengo importante, ovvero la politica della Panini Comics sui disegnatori italiani che lavorano in Marvel. Politica che fa “figli e figliastri”, perché vi domanderete, semplice, basta vedere il trattamento delle uscite dei disegnatori italiani. Premetto che qua non si discute la bravura degli autori, ma la differenza di trattamento. Pensate  a questo, i lavori di Gabriele Dell’Otto, vengono pubblicati in versione Deluxe, Super deluxe e poi nelle testate dedicate. Idem per Simone Bianchi… però trattamento diverso per gli altri, ugualmente bravi…. Pensate ai vari lavori di Carmine Di Giandomenico, bellissimi e vincitori di premi, al max sono stati fatti dei 100% e qualche didascalia per dire che è un disegnatore italiano. Trattamento didascalico anche per molti altri disegnatori italiani sulle varie testate, da Mattina per le copertine di War Machine ( pensate al 100% dedicato al personaggio è stata usata l’unica copertina non fatta da lui),  Alessandro Vitti, disegnatore della run finale di Secret Warriors  e ora a lavoro su Capitan America, per non parlare del trattamento della X-Factor disegnata da Emanuela Lupacchino di cui non si sa più che fine abbia fatto, meno male che la testata è scritta dal grande Peter David… Mah io non ho capito tutto ciò, se qualcuno ha un’idea si faccia avanti..
Vi lascio alla lettera di Carmine Di Giandomencio che trovate anche nella pagine blog al che trovate sopra
Lacio Drom

Riceviamo e pubblichiamo:
"Carmine di Giandomenico, Teramo il 19/04/2012
Lettera aperta
Gentile Direttore Panini Simone Airoldi
e Direttore Editoriale della Marvel Italia Marco Marcello Lupoi.
Vi scrivo per comunicavi la mia decisione di non promuovere mai più nessuna vostra pubblicazione contenente le mie opere realizzate per il mercato americano.
E di rendere pubblica questa mia decisione attraverso tutti gli strumenti comunicativi, come Blog, FaceBook, siti d’informazione e anche stampa di settore, fiere ecc., inviando a loro questa stessa comunicazione.
Questa mia decisione nasce dopo 6 anni di collaborazione con Marvel Comics USA, ed un’attenta analisi sull’atteggiamento che la PANINI ha avuto, ed ha, riguardo la pubblicazione in Italia di alcuni miei libri realizzati per Marvel, trattati con sufficienza nonostante la loro importanza editoriale:
Battlin’ Jack Murdock
Sono stato nel 2005-2006 l’autore ITALIANO a PROMUOVERE, IDEARE,SCRIVERE, COSCENEGGIARE per la prima volta, e DISEGNARE una storia sulle origini di un personaggio Marvel DARE DEVIL.
Magneto Testament
Storia che tratta le origini (ufficializzate dalla Marvel stessa) di Magneto, prodotto che negli USA è stato utilizzato e omaggiato nella realizzazione del film X-MEN: FIRST CLASS.
Iron Man #500
Numero e traguardo importante della serie.
Annual Iron Man
Primo fumetto Marvel venduto in contemporanea sia in versione cartacea sia per piattaforma IPAD.
Fantastic Four #600.
Volume che raggiunge il traguardo dei 600 numeri della serie regolare e che festeggia il 50° anniversario dalla nascita del gruppo più famoso del mondo.
All’inizio, da parte mia, ho sempre cercato di trovare un punto comune, che potesse valorizzare alcuni miei lavori qui nel mio paese, soprattutto vista la loro importanza.
Avrebbero potuto dare un contributo più ampio al lettore italiano, attraverso la realizzazione di volumi studiati appositamente per gli eventi descritti sopra.
Il vostro disinteresse e silenzio è stato chiaro.
Ma è più di un’occasione persa anche da parte vostra.

• Dare al lettore un volume unico, pieno di curiosità e di materiali inedito.
• Poter avere a disposizione l’autore italiano, che sarà incentivato alla promozione del suo libro a costo zero. Già a costo zero, e voi lo sapete bene.
Perchè contrattualmente, un autore Marvel Comics non percepisce alcuna percentuale sul venduto all’estero, ma solo sul venduto negli USA .
Questo vostro atteggiamento nei confronti di queste opere mi hanno portato a prendere questa triste e serena decisione.
Non firmerò e né promuoverò albi targati PANINI, perché non vedo il motivo per il quale dovrei reggere un gioco economico a senso unico, e senza la minima gratificazione da parte del mio stesso paese di appartenenza.
Distinti Saluti

lunedì 16 aprile 2012

Philadelphia parte il processo ,nel silenzio generale, sui preti pedofili


Nel Giorno del compleanno del papa, a Philadelphia inizia il processo a Wiliam Lynn per i vari casi di abusi su minori da parte di preti pedofili. La notizia passata sta passando nel silenzio generale. Di seguo trovate l’articolo di Enrico Pedemonte pubblicato su Linkiensta e che trovate nel seguente link, http://www.linkiesta.it/preti-pedofili-philadelphia , divulgate la notizia, basta con l’omertà clericale !

A Filadelfia è in corso un processo a William Lynn, per dodici anni supervisore dei sacerdoti della città americana, che creò un archivio riservato su centinaia di episodi di pedofilia senza mai intervenire. È la prima volta che la gerarchia cattolica rischia una condanna penale per non aver voluto agire. Intanto, in Messico, un libro sostiene che la Santa sede fin dagli anni Quaranta era a conoscenza di abusi su minori. Lo dimostrano 212 documenti filtrati dagli archivi vaticani. Molti dei quali sono in italiano.

Fino a che punto la gerarchia ecclesiastica va ritenuta responsabile del comportamento dei preti pedofili? La stampa italiana ne parla poco (sempre meglio non avere guai con il Vaticano) ma in molti paesi del mondo lo scandalo continua a suscitare interesse e nelle ultime settimane, negli Stati Uniti e in Messico, sono accadute tre cose importanti che potrebbero riaccendere lo scandalo, aprendo nuovi fronti di indagine e nuove controversie.

La prima notizia arriva da Filadelfia dove lunedì si è aperto un processo a cui il New York Times ha dedicato un ampio editoriale: A Monsignor Goes on Trial. Il monsignore in questione è William Lynn e la sua storia fa rumore perché per la prima volta a salire sul banco degli imputati non è un prete pedofilo, ma un membro della gerarchia accusato di avere coperto lo scandalo per anni. In passato William Lynn è stato per dodici anni il supervisore dei sacerdoti di Filadelfia. Negli anni Ottanta, di fronte al moltiplicarsi degli abusi che si verificavano all’ombra delle chiese e dei seminari, Lynn fu incaricato di creare un archivio segreto sui preti coinvolti in episodi di pedofilia. In seguito, nel 1994, il cardinale Anthony Bevilacqua, della diocesi di Filadelfia, gli ordinò di distruggere tutto. Ma nel 2006 una copia di quell’archivio fu trovata in un armadio della diocesi e nel 2011 fu consegnata alle autorità giudiziarie. Il cardinale Bevilacqua, che avrebbe dovuto testimoniare al processo, è morto il 31 gennaio.

Nell’archivio, aggiornato fino al 1994, sono citati 35 preti che continuavano a svolgere la loro opera come sacerdoti in quella diocesi nonostante fossero accusati di violenza su minori. In totale i sacerdoti collegati ad abusi sessuali nella diocesi, tra il 1948 e oggi, sono sessanta. William Lynn, che era perfettamente a conoscenza di ogni cosa, va considerato colpevole?

Il problema che si apre davanti al giudice di Filadelfia è drammatico. Negli Stati Uniti, negli ultimi tre anni, settecento preti sono stati obbligati ad abbandonare il sacerdozio, molti di loro sono stati condannati e sono finiti in carcere, ma i vertici della Chiesa non sono mai stati toccati dallo scandalo, almeno da un punto di vista penale. Uno dei sacerdoti interrogati dai giudici di Filadelfia ha detto che la gerarchia cattolica trattava i preti pedofili come alcolizzati da curare con programmi simili a quelli degli alcolisti anonimi. Il fatto che quei preti non fossero dipendenti dall’alcol ma dall’abuso dei bambini appariva secondario. Colpevoli sono solo i preti pedofili o anche i vertici che li hanno coperti, magari spostandoli altrove?

L’interrogativo non è semplice da sciogliere. In alcuni stati (Missouri, Wisconsin, Utah) i giudici hanno sostenuto che in questo caso processare la gerarchia cattolica sarebbe una violazione del Primo emendamento, che garantisce la libertà di pensiero, di religione e di stampa. È la linea di difesa, sempre più aggressiva, seguita dagli avvocati delle diocesi messe sotto accusa. E qui arriviamo alla seconda notizia.

In Missouri, all’inizio di marzo, gli avvocati dei preti accusati di abuso sui minori hanno portato in tribunale la Snap (Survivors Network of Those Abused by Priests) un’associazione di volontari che dal 1989 si occupa di assistere le famiglie delle persone che hanno subito abusi. Gli avvocati chiedono ai vertici della Snap di consegnare ai giudici tutta la corrispondenza scambiata con gli assistiti in ventitre anni. Obiettivo: verificare se nelle migliaia di lettere e email tra l’associazione e le vittime ci siano irregolarità. I militanti della Snap replicano che si tratta di una odiosa violazione della privacy di migliaia di vittime, un modo subdolo per segnalare a chiunque voglia rivolgersi all’associazione che la sua vita privata sarà resa di pubblico dominio.

William Donohue, presidente della Catholic League for Religious and Civil Rights, ha spiegato al New York Times: «Lo Snap è una minaccia alla Chiesa Cattolica. In passato la Chiesa è stata troppo veloce a firmare assegni. Ormai abbiamo capito che sarebbe stato meno dispendioso se avessimo lottato su ogni singolo caso (di abuso, ndr)».

Questo chiaro cambiamento di strategia da parte della Chiesa ci porta alla terza notizia, legata al recente viaggio in Messico del papa, che si è rifiutato di incontrare le famiglie delle vittime di abusi sessuali.

Il Messico è un paese particolare per il Vaticano. È il paese di Marcial Maciel, il fondatore dell’ordine dei Legionari di Cristo, scomparso nel 2008. Fin dagli anni Quaranta, Maciel abusò di decine di bambini e giovani seminaristi ed ebbe diversi figli (uno certo, altri cinque incerti) da donne diverse. Ora le vittime accusano la Chiesa di avere coperto Maciel per decenni. Alla fine di marzo, mentre papa Ratzinger sbarcava a Città del Messico, Jose Barba stava dando alle stampe un libro secondo il quale il Vaticano sapeva da decenni che Maciel era un drogato e un pedofilo. Barba è un ex sacerdote dei Legionari che nel 1998 intentò una causa legale contro Maciel per avere abusato sessualmente di lui mentre era in seminario.

Il libro ("La voluntad de no saber") è basato su 212 documenti riservati che Barba ha ottenuto da una fonte che ha accesso agli archivi vaticani. I documenti sono oggi pubblicati online all’indirizzo www.lavoluntaddenosaber.com. È una documentazione imponente, in larga parte scritta in italiano. Ha scritto l’Associated Press in un articolo pubblicato integralmente dal Wall Street Journal: «I nuovi documenti sembrano rafforzare le prove che il Vaticano fosse a conoscenza delle accuse ben prima che queste diventassero pubbliche».

Dalla documentazione pubblicata online emerge chiaramente che il Vaticano era a conoscenza dei problemi di Maciel fin dalla fine degli anni Quaranta. Nel 1954 una lettera di un prete della Legione al vicario di Città del Messico sosteneva che Maciel era morfinomane. Nel 1956 alcune lettere lo accusano esplicitamente di atti di sodomia nel confronti di ragazzi della congregazione.

In una lettera del 1976, Juan Jose Vaca (che Ratzinger ha rifiutato di incontrare nel suo recente viaggio) scrive chiaramente di avere subito violenze in seminario fin dal dicembre 1949, quando aveva tredici anni. Vaca cita altri venti preti che subirono lo stesso trattamento. Dal 1978 al 1992 scrisse lettere alle autorità della Chiesa. Poi lasciò la tonaca.

Joseph Ratzinger, che nel 1998 era a capo dell’ufficio che ricevette quelle denunce, ha detto di essere venuto a sapere delle accuse a Maciel solo nel 2000. Impiegò sei anni a emettere sanzioni nei suoi confronti. Aspettò che fossero i suoi colleghi Legionari ad accusare apertamente il fondatore dell’ordine. D’altra parte anche Papa Wojtyla ammirava l’ortodossia e la disciplina dei Legionari.

Non tutte le persone che hanno subito abusi hanno chiesto di essere ricevuti dal papa in occasione del suo viaggio in Messico. Jose Barba (l’autore del libro) e altre vittime hanno detto di non volere un incontro con Benedetto XVI. Jose Antonio Perez Olvera, un ex legionario che subì gli abusi di Maciel, ha dichiarato all’Associated Press: «Per nessuna ragione al mondo vorrei incontrare qualcuno che ha protetto Maciel invece di punirlo. Non veniamo a patti con i criminali, né con i loro protettori e i loro complici». Questa dichiarazione è stata pubblicata dal Wall Street Journal. In Italia ha avuto scarsa eco.

sabato 14 aprile 2012

Strage di Piazza della Loggia:confermata la sentenza di primo grado ,tutti assolti


La Corte d'assise d'appello di Brescia ha assolto Carlo Maria Maggi, Delfo Zorzi, Maurizio Tramonte e il generale dei carabinieri Francesco Delfino nel quarto processo per la strage di Piazza della Loggia, avvenuta nel 1974. In primo grado, il 16 novembre 2010, i quattro erano stati assolti con formula dubitativa. Nei confronti del quinto imputato del processo di primo grado, Pino Rauti, anch'egli assolto, non era stato presentato ricorso da parte della Procura ma solamente da due parti civili. Uno dei ricorsi è stato dichiarato inammissibile con la conseguente disposizione del pagamento delle spese processuali a carico delle parti civili. Prima di leggere la sentenza, il presidente della Corte d'assise d'appello, Enzo Platè, ha ringraziato i giudici popolari per l'impegno e lo scrupolo profusi durante la durata del processo. Si sono detti "sereni perché è stato fatto tutto il possibile" il procuratore Roberto Di Martino e il pm Francesco Piantoni, titolari dell'inchiesta sulla strage che causò 8 morti e oltre cento feriti il 28 maggio del 1974. "Ormai è una vicenda che va affidata alla storia, ancor più che alla giustizia", ha commentato il procuratore di Martino. La procura attenderà il deposito delle motivazioni per decidere se ricorrere in Cassazione.Le "sentenze si possono non condividere, ma si accettano" anche se l'assoluzione degli imputati è dovuta anche a "tutta una serie di silenzi e reticenze anche da parte di chi sapeva". Il presidente presidente dell'Associazione Caduti di Piazza della Loggia, Manlio Milani, commenta così la sentenza. "Purtroppo il vero danno a questo processo è stato fatto all'inizio in modo particolare con il lavaggio della piazza, che ha impedito di ricostruire l'esplosivo usato e il detonatore utilizzato - osserva Milani - . Ancora una volta ci troviamo di fronte a un fatto che dopo 38 anni non ha ancora giustizia. Al di là di quello che può significare personalmente - prosegue - dimostra che questa democrazia è in balia degli eventi, la mancanza di trasparenza nelle istituzioni e la mancanza di volontà di parlare al Paese".

Fonte :tgcom